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progetto d’Istituto 17-18

LA PASSIONE, UN RACCONTO

E’ difficile che qualcuno racconti se qualcosa non accade. Se l’occhio non inciampa, non vede niente e lo sguardo vaga all’infinito, scriveva Georges Perec in “Specie di spazi” (1974). Così senza un inciampo, un piccolo o grande accadimento non si mette in moto la macchina della narrazione. Può essere una perdita momentanea, un arresto improvviso, un incontro inaspettato, l’insorgere di un evento traumatico, uno spavento, l’irruzione prepotente di una volontà estranea… In quel “c’era una volta” delle fiabe si concentra tutta la tensione narrativa che si sprigiona nel racconto che segue, racconto di un evento che non poteva rimanere in silenzio.

Ma ancor più la macchina narrativa si muove quando è sospinta dalla forza della passione. La passione stessa è un evento che insorge nel cuore della vita umana ne rivela quella sua parte sensibile, corporea, disposta a farsi plasmare dal mondo, ora perché il mondo nei suoi diversi aspetti esercita l’attrazione, la malia della fascinazione, ora perché il mondo nelle sue dimensioni più oscure e maligne genera oppressioni, violenze, destini di guerra.

La passione, o meglio le passioni recita L’Enciclopedia Filosofica (Milano, 2006) “sono moti o alterazioni dell’animo, originariamente caratterizzate dalla passività o dalla sofferenza (cfr. il greco pathos, il latino passio, o il tedesco leiden, soffrire, da cui appunto Leidenschaft, passione) di chi le subisce.”

Le passioni sono dunque ‘ponti’ che congiungono la vita umana al mondo, al mondo della natura che precede da sempre l’esistenza dell’uomo, ed al mondo della storia, delle culture. Le passioni sono ‘ponti’ oscillanti talvolta anche fragili che risentono, come oggi sta avvenendo, della crisi della modernità.

In un tempo delle passioni tristi (Benasayag-Schmit, 2004) o delle relazioni liquide (Bauman, 2005) l’educazione ha necessità di rimettere in movimento le passioni così, presentendo i tempi che sarebbero arrivati, Gianni Rodari scriveva: “Rimane la necessità, il dovere di comunicare loro (ai bambini) non solo il piacere della vita, ma la passione della vita; di educarli non solo a dire la verità ma ad avere la passione della verità. Vederli felici non ci può bastare. Dobbiamo vederli appassionati a ciò che fanno, a ciò che dicono, a ciò che vedono.” (La grammatica della fantasia, 1973).

E infine non si dimentichi la dimensione passionale dello studio, studium ai latini suonava come meraviglia, passione, capacità d’osservare con grande attenzione.

Dall’intreccio di passione e racconto, scaturiscono percorsi didattici che senza perdere di vista proprio il nesso tra passione e racconto, si muovono nella direzione ora di approfondire le ragioni del raccontare, ora le ragioni della passione.

Il progetto si articolerà secondo le seguenti linee guida generali:

LA PASSIONE
  • Il fascino della natura

Storie di grandi uomini e di grandi donne che hanno dedicato la vita all’esplorazione dei paesaggi terrestri, all’indagine dell’Universo stellare, alla ricerca dei segreti della materia vivente.

  • Il fascino del suono

Dall’ascolto dei suoni naturali (il vento, la pioggia, la grandine, il fluire dell’acqua dalle sorgenti ai grandi fiumi, le onde del mare, l’eruzione vulcanica,…)  all’invenzione degli strumenti musicali (con materiali naturali e artificiali).Dalla voce al canto.

Vite appassionate di compositori, musicisti e cantanti.

  • Il fascino delle forme

Dalla bellezza delle forme fisiche alla passione per le astrazioni.Giochi matematici.

Vite di matematici e di matematiche.

  • Il fascino della materia

Alla scoperta degli ultimi artigiani.L’arte della lavorazione dei materiali.

Vite di artigiani e alchimisti.

  • Il fascino del gioco

Riscoprire giochi di strada e giochi di cortile.Giochi di squadra.

Lo sport e l’agonismo.

Arbitrare: la passione per le regole.

  • Il fascino dell’esistenza

Dal racconto di Narciso alle meraviglie della gestualità.Il linguaggio della danza.

Dall’empatia al prendersi cura degli altri.

La passione civile e il bene comune.

  • La vita avversa

L’esperienza di chi è vittima: esodi forzati, Olocausto, violenze sociali, emarginazione, abbandono.

Dolore e sofferenza nella storia dell’arte.

Le radici traumatiche dei canti di protesta dal blues, dai canti dei lavoratori al rap.

IL RACCONTO
  • Costruire racconti

Creazione di piccoli diari.

Perchè racconto?

Quando racconto?

Cosa racconto?

Saper cogliere gli accadimenti nelle trame della vita quotidiana.

  • Saper leggere racconti

Indagare le ragioni di un racconto.

Smontare e rimontare fiabe.

L’insegnamento di Propp e di Rodari.

  • Le forme del racconto

Come si racconta: la gestualità e l’intonazione della parola.

Come e quando si raccontava una volta: cantastorie, ballate, canzoni nella tradizione orale.

Raccontare per immagini: le storie narrate dell’arte.

  • Nuove forme di narrazione

Dal cinema muto al sonoro.

Il cinema d’animazione.

Dalla fotografia alla videoarte.

Il mondo dei Social: community e selfie.

  • Il racconto dei racconti

Dalle pagine di un libro all’altro:

viaggi personali nei racconti.

Dalla raccolta dei libri alla nascita delle grandi biblioteche.

Cosa si raccontano tra di loro i libri di notte sullo scaffale.

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