Ultima modifica: 8 settembre 2015
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progetto d’istituto 2014 – 2015

TERRA-MANI_1LA TERRA TRA LE MANI

La terra fin dai tempi più lontani è l’archetipo della vita.
Nei miti di moltissimi popoli l’uomo e gli animali nascono proprio dalla terra modellata ad immagine delle diverse divinità. Terra madre, terra che nutre, terra che è casa, accoglienza, patria. Terra che è l’ultima dimora. Terra ferita, terra ritrovata, terra che si trasforma, terra che stupisce, terra della bellezza, terra del dolore, terra che rifiuta, terra che si ribella. Le mani dell’uomo hanno nel tempo dato valore alla terra con l’agricoltura sapiente, con il modellarne forme, oggetti utili alla vita quotidiana, opere d’arte. Ma le mani dell’uomo l’hanno anche violentata, distrutta, sottoposta a terribili ferite.
I percorsi che si propongono portano a rileggere il rapporto dell’uomo con la terra, a riscoprirne l’antico legame di reciproco dono e a educare bambini e ragazzi alla valorizzazione, alla conservazione, alla riqualificazione del nostro pianeta.

Il progetto si articolerà secondo le seguenti linee guida generali:

  • storia  e memoria scrive Le Goff, si nutrono l’una dell’altra , ma non si confondono tra loro.
    A fianco della storia manipolata dai vari poteri bisogna continuare a costruire un sapere storico fondato sulla ricerca della verità. Dare spazio alla memoria significa attingere all’esperienza, confrontarla con altre simili o diverse, rapportarla a documenti ufficiali e riappropriarsi dell’autonomia di giudizio.La storia è la scoperta di segni invisibili che si rivelano allo sguardo di chi non si stanca mai di cercare per conoscere;
  • ogni  lingua si fonda su atti di memoria che hanno incastonato in forme espressive suoni, sensazioni, emozioni, stupore, energia. Grazie alla scrittura tutti, in qualsiasi momento, possiamo attingere al deposito inesauribile delle memorie dell’umanità e laddove la scrittura non è ancora diventata patrimonio sociale si perpetua attraverso la grande forma dell’oralità;
  • fin dalla sua prima comparsa l’uomo ha sentito il fascino delle forme e dei loro ritmi celati nel segreto della natura. I grandi matematici e filosofi hanno fissato nella cera impressionabile della conoscenza la memoria arcaica di quelle forme e di quei ritmi dando il via al cammino inesorabile delle scienze matematiche, della geometria, della fisica delle scienze naturali;
  • la storia dei popoli, non solo quello italiano, è illuminata da una continua ricerca della libertà, da quella politica, a quella sociale, a quella religiosa, fino a quella di conservare la propria lingua, i propri riti. Ogni giorno che viviamo è una scoperta che si fonda e su quelle antiche memorie e apre nuove orizzonti;
  • ogni forma artistica si origina dal desiderio di raccontare sotto diverse forme l’emozione del vivere e del mondo. E di ciò che si imprime noi ne conserviamo memoria e scienza finché ne dura l’immagine”. E più l’immagine è forte e significativa, più il suono di quella memoria è dirompente e profondo più la loro memoria si dilata nel tempo e nello spazio.
  • il cibo è cultura legata al territorio dove si vive, legata alle tradizioni. Il cibo è racconto di ritmi e di luoghi, memoria di lavori, di ricchezze e povertà, è storia di proverbi, filastrocche, lingua e musica. Un percorso nella storia del cibo e nel problema della fame apre insospettabili scenari di conoscenze trasversali.

 

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